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Come migliorare la SEO del proprio sito web

Sono assai frequenti i cambiamenti che vedono protagonista l’algoritmo di Google ed è per questo che occorre essere sempre aggiornati al fine di mettere in atto le più comuni best practice legate alla SEO, che possono fare la differenza in termini di posizionamento sui motori di ricerca. 

Per essere visibili agli occhi di utenti e potenziali clienti, è necessario guadagnare la posizione migliore possibile nella SERP o Search Engine Results Page, la prima pagina dei risultati su Google, questo poiché inevitabilmente i primi risultati corrispondono quasi sempre a quelli maggiormente cliccati.

Ecco dunque alcuni consigli SEO che possono rivelarsi particolarmente utili al fine di promuovere il proprio sito web e relativi contenuti.

Ottimizzare il proprio sito affinché sia responsive e mobile friendly

È risaputo che un sito web responsive piace proverbialmente a Big G: tuttavia un tema WordPress adeguato spesso non è sufficiente se non integrato a una user experience piacevole e coinvolgente.

Google premia l’ottimizzazione SEO, l’utilizzo cioè di parole chiave in grado di identificare la propria attività, prodotto o servizio in maniera pertinente e quanto più naturale possibile.

Tuttavia attuare una corretta seo on-page, spesso ai fini di un discreto posizionamento in SERP, può non essere sufficiente.

Meglio focalizzare le pagine statiche del proprio spazio web su contenuti brevi e quanto più immediati possibile, in grado di rispondere all’intento di ricerca degli utenti, senza tuttavia annoiare o risultare prolissi.

Tale pratica si riflette in particolar modo su dispositivi mobili, dove i “muri di testo” non agevolano di certo lo scorrimento delle pagine presenti, finendo per rendere poco piacevole l’intera esperienza di navigazione.

Importante poi evitare l’abuso di pop-up o banner advertising, spesso invasivi e deleteri al fine di mantenere la rapidità del caricamento del sito.

Ottimizzare i contenuti in ottica SEO

La SEO tuttavia coinvolge soprattutto i contenuti che devono essere sempre di qualità e preferibilmente di carattere istruttivo e informativo.

Si parte dunque dalla costruzione della url, il link che definisce il contenuto stesso e che dovrebbe riprendere in toto la keyword principale utilizzata nel testo.

Non certo secondaria la creazione di una meta description che riassuma il contenuto proposto, risultando specifica nonostante il numero ridotto di caratteri a disposizione.

Veniamo dunque al testo, il vero protagonista quando si parla di ottimizzazione e SEO: Google predilige i contenuti pillar, guide approfondite in grado di generare reale valore, rendendo il sito web una fonte autorevole circa uno specifico argomento.

Conta dunque una keyword research accurata e specifica ma spesso a fare la differenza è la rete di link interni opportunamente inseriti nel testo sfruttando anchor text adeguate, così come eventuali backlink di approfondimento provenienti da fonti autorevoli.

Tale pratica, se naturale e spontanea permette di favorire l’indicizzazione promuovendo ancora una volta il posizionamento del contenuto stesso e relativa autorevolezza.

Anche le immagini hanno un peso non certo irrilevante: devono essere di qualità, libere da copyright e ottimizzate attraverso l’uso di formati leggeri e che ne garantiscano il rapido caricamento.

Da non dimenticare poi l’attributo “tag title” che permette di identificare l’immagine anche da parte di non-vedenti.

Contenuti di qualità: ecco cosa premia la SEO

Al di là di tutte quelle che possono essere le pratiche utili dedicate alla SEO, i motori di ricerca premiano da sempre i contenuti di valore, quelli che sono in grado di soddisfare l’intento di ricerca degli utenti, rispondendo alle relative richieste effettuate proprio mediante Google.

Contenuti accurati, informativi ed educativi rappresentano un autentico punto chiave quando si parla di SEO: le parole chiave sono importanti ma di fatto, è il valore percepito dall’utente attraverso la lettura a fare realmente la differenza.